L'Aquila - Viaggio in Abruzzo (6)

La puntata su L'Aquila (in onda ieri, lunedì, dopo la pausa del fine settimana) è stata forse la più dolorosa da realizzare. E' stata pensata come un omaggio alla città, e non poteva che partire dal terremoto del 2009 e procedere a ritroso, mostrandola com'era prima.
E così, ecco apparire tutta la raccolta bellezza dell'Aquila, nelle strade piene di persone e auto, di vita.
O ancora i vicoli alle cui strette finestre si affaccia solo qualche "anziano pigro", come diceva un commento che mi ha colpito per la sua involontaria irriverenza.
Ma ecco anche sfilare tutte le contraddizioni della città, come gli scontri per il capoluogo, o le guide dei musei capaci di parlare solo un italiano fortemente dialettale.

In questo caso, i filmini racconti dall'Archivio Audiovisivo della Memoria Abruzzese, non sono stati che un tramite, una coda per uscire da una cronaca o un "gancio" per introdurre un nuovo argomento. Gancio visuale, come le montagne che portavano "fuori" dalla città, o cronologico, giocando sull'assonanza degli anni in cui venivano girati i filmini privati e i reportage pubblici.
E quel senso di sottile nostalgia che, nel confronto con l'oggi, permea tutta la puntata è rafforzato dalla consapevolezza che molta di quella memoria privata contenuta nelle fotografie di famiglia o, peggio ancora, nelle fragili "filmine" dei super8, è probabilmente andata persa.

Così, per inciso, ben vengano le iniziative che a quella memoria guardano, come questa per esempio
 Una memoria che, io credo, non dovrebbe però limitarsi a ricordare ciò che era prima. Ma dovrebbe guardare a ciò che sarà.
Perché, mi viene da dire con un paradosso, il verbo ricordare si declina al futuro.

2 commenti:

 
Andrea Sangiovanni © Creative Commons 2010 | Plantilla Quo creada por Ciudad Blogger